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Il suo vero nome è Jesús Lopez Esteban, ma in tutto il mondo lo conosciamo come Dj chus, quarantenne nativo di Madrid è stato ed è tuttora uno dei principali esponenti del movimento “iberico” , un movimento che ha preso piede nei primi anni del 2000 diffondendosi da una parte all’altra dell’oceano, un punto di incontro tra house e progressive rigorosamente basato da strutture musicali prettamente tribal. Tante percussioni, parte vocale acida e semi assente, il punto di forza è un forte groove continuo che cade spesso in una lunga pausa centrale dove si accende il fulcro del brano.
Questo movimento ha segnato profondamente lo stile di tanti dj, da Danny Tenaglia a Victor Calderone, dai Deep Dish a Tedd Patterson arrivando a Chus e Ceballos, e sono proprio loro, che in coppia in studio hanno contribuito in maniera decisa e profonda a scrivere una parte della storia discografica di quella che è stata la progressive house dai primi anni del 2000 fino al 2007.
Esteban inizia la sua carriera all’età di sedici anni, in un locale della sua città, l’Alien. Era la fine degli anni ottanta e si viveva in pieno clima acid house, continuando la sua gavetta al Tropic Costa e al Paladium sempre a Madrid, nel 1992 gli proposero di lavorare ad un importante locale portoghese, il Kadoc, dove diventò dj resident.
Nel 1994 nella capitale spagnola apre un nuovo club, il Teatro Kapital, che diventò subito la sua nuova residenza per altri 7 anni durante le stagioni invernali, mentre durante le estati ritornava a mettere i dischi nel club portoghese.
Ma il ’94 oltre al debutto del nuovo club madrileiro è anche il debutto discografico di Esteban. In questi 16 anni è sempre rimasto attivissimo in studio, lavorando principalmente in coppia con Ceballos,  famosissime le loro produzioni presentandosi come i The Groove Foundation, “That Feeling” divenne un icona di quell’house del nuovo millennio. Anche con David Penn instaura un rapporto che lo vede molte in molte occasioni insieme in studio.
Le sue produzioni e la sua musica in tutti questi anni si possono racchiudere in un unica parola: “Stereo Production”, dove uscirono i suoi più grandi successi.

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